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La vera differenza tra "pelle" e "cuoio"


Ogni volta che mi capita di chiedere "qual è la differenza tra pelle e cuoio?", la maggioranza delle persone risponde che la pelle è quella “più fine e morbida”, mentre il cuoio è quello “più rigido e duro”...

Ma non è cosi.


“Tra la partenza e l'arrivo c'è nel mezzo un bellissimo viaggio” – Anonimo


Per pelle si intende il materiale organico grezzo, ovvero la pelle appena estratta dall’animale, che, se non trattata, marcirebbe e si decomporrebbe rapidamente.


Ciò che rende tale pelle imputrescibile, permettendone la conservazione e la lavorabilità, è il processo di concia che trasforma la pelle in cuoio.


Non si tratta quindi di una distinzione basata sulle caratteristiche del prodotto o sulla destinazione d’uso: tutto ciò che viene utilizzato in commercio è cuoio.


Tuttavia, il tipo di concia influisce molto sulle caratteristiche del cuoio risultante come appunto la sua struttura, la durata nel tempo e non meno importante.. il costo.


Per questo è importante sapere cosa significa cuoio “conciato al vegetale” piuttosto che cuoio “conciato al cromo”, perché da tale denominazione possiamo essere subito in grado di capire con che tipo di materiale abbiamo a che fare e se è adatto ai nostri progetti artigianali o se l’oggetto che stiamo per acquistare presenterà le caratteristiche strutturali e di durata che ricerchiamo.


I principali tipi di concia


Concia al Vegetale

È la concia più tradizionale, antichissima, già utilizzata in epoca preistorica, e resa famosa dalle concerie toscane. Questo metodo utilizza tannini naturali estratti da alberi, cortecce e radici per stabilizzare le fibre della pelle.


Le caratteristiche principali che conferisce al cuoio sono:


  • Capacità di “invecchiare” naturalmente, mutando nel tempo e portando con sé le tracce del vissuto, permettendo la formazione della famosa “patina”.

  • Colorazioni di base generalmente calde e profonde dovute al colore rilasciato dai tannini

  • Resistenza e durata nel tempo migliore grazie alla stabilità chimica che i tannini danno alle fibre della pelle

  • Maggiore biodegradabilità poiché non presenta l’utilizzo di sostanze chimiche sintetiche



Concia al cromo

Introdotta agli inizi del ‘900, oggi è alla base della produzione di oltre l’80% dei pellami.

Questa tecnica sfrutta i legami chimici che si creano tra il cromo e il collagene della pelle, conferendo al cuoio risultante:


  • Maggior resistenza all’acqua

  • Stabilità termica

  • Elasticità e resistenza a graffi e usura

  • Facilità di tintura, con possibilità di ottenere moltissimi colori e trame


La pelle risultante è più, morbida e flessibile e risulta ideale per oggetti come guanti, abbigliamento o borse che non richiedono forme strutturate.



Concia mista

Combina elementi delle due tecniche precedenti per ottenere un compromesso tra resistenza, flessibilità e aspetto estetico.

È spesso utilizzata nei pellami moderni, dove si cercano prestazioni elevate senza rinunciare a un certo fascino “naturale”.



Perché tutto questo è importante da sapere


Ogni tipo di concia, che sia vegetale, al cromo o mista, ha una sua logica, una sua storia e una sua applicazione, che si riflettono sulle caratteristiche del cuoio risultante come la durabilità nel tempo, la resistenza a strappo e taglio, nonché ecosostenibilità e costo.


Conoscere il tipo di concia non è quindi una mera curiosità da addetti ai lavori, ma ti permette di scegliere consapevolmente cosa stai acquistando.


Il tuo viaggio nel mondo MelCorium continua qui:


Qua sotto trovi gli articoli di approfondimento dedicati a ciascun tipo di concia.

Entreremo nei dettagli di storia e tecnica, sottolineando in maniera più approfondita le caratteristiche del cuoio risultante.


Se invece vuoi scoprire che tipo di concia scelgo per le mie creazioni, trovi tutte le informazioni nella scheda “Materiale” che trovi in ogni pagina prodotto.

Vola a dare un’occhiata:


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