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Come distinguere la vera pelle dalla finta pelle


Riconoscere con certezza la vera pelle dalla finta pelle (o, più correttamente, dai materiali sintetici che cercano di imitarla) è una delle sfide più comuni di chi vuole acquistare un accessorio e non sa se fidarsi o meno. 

La confusione è comprensibile: i materiali alternativi diventano ogni anno più realistici e difficili da smascherare


“Ogni inganno si svela col tempo, perché il tempo è alleato della verità.” 

Anonimo



In questo articolo cercheremo di fare chiarezza: vedremo cosa dice la legge italiana, quali sono le caratteristiche della vera pelle, come distinguerla dalla finta e quali test pratici è possibile fare. 


Cos’è davvero la “finta pelle”?


La cosiddetta finta pelle, chiamata anche similpelle, ecopelle o pelle sintetica, non ha nulla che vedere con il cuoio vero, se non per l’aspetto che cerca di imitare. 


È un materiale industriale, ottenuto combinando un supporto tessile (cotone, poliestere o altri tessuti tecnici) con uno strato superficiale plastico che riproduce la texture della pelle animale.

I polimeri più usati sono:


  • PVC (cloruro di polivinile): più rigido, resistente ai liquidi.

  • PU (poliuretano): più elastico e morbido, dall’aspetto più naturale.


Negli ultimi anni sono comparsi anche materiali “ibridi”, definiti impropriamente ecopelli, che mescolano polimeri sintetici con fibre vegetali o scarti organici per ridurne l’impatto ambientale. Nonostante ciò, non possiedono le proprietà uniche della pelle naturale.


La finta pelle ha il vantaggio di essere economica e di offrire un aspetto uniforme, ma il suo tallone d’Achille è la durata: con l’uso tende a screpolarsi o sfaldarsi, rivelando la sua natura artificiale.


Cosa dice la legge: il “Decreto Pelle”

In Italia esiste una normativa precisa che determina la definizione dei termini “pelle” e “cuoio” e il loro utilizzo. Si tratta del  Decreto legislativo n. 68 del 9 giugno 2020, conosciuto anche come Decreto Pelle.


Il Decreto introduce definizioni specifiche per stabilire cosa può essere chiamato “cuoio”, “pelle”, “cuoio pieno fiore”, “cuoio rivestito”, “pelle rivestita”, “pelliccia” o “rigenerato di fibre di cuoio”.


Ecco cosa dice esattamente:


“Cuoio” e “pelle”

Tali termini designano "il pellame di un animale che ha conservato la sua struttura fibrosa originaria più o meno intatta, conciato in modo che non marcisca.” 


  • I peli o la lana possono essere stati rimossi oppure no. 

  • Il cuoio può provenire da pellame tagliato in strati o in segmenti, prima o dopo la concia. 

  • Se mantiene la grana originaria senza che nessuna pellicola di superficie sia eliminata mediante sfioratura, scarnatura o spaccatura, allora può essere utilizzato il termine “cuoio pieno fiore”.


“Cuoio rivestito” e “pelle rivestita”

Questi termini riguardano prodotti in cuoio o pelle che hanno uno strato di rivestimento o una parte accoppiata con colla. 

Il decreto stabilisce che tali strati devono essere superiori a 0,15 mm ma non devono superare un terzo dello spessore totale del prodotto. 

Se lo strato è invece inferiore o pari a 0,15 mm, il materiale può continuare a chiamarsi semplicemente “cuoio” o “pelle”.


“Pelliccia”

È definita come quei materiali che mantengono, per natura, il pelo o la lana o entrambi.


“Rigenerato di fibre di cuoio”

Se la pelle o il pellame conciati vengono disintegrati meccanicamente o ridotti chimicamente in particelle fibrose, piccoli pezzi o polveri, e poi trasformati in fogli o altre forme (con o senza leganti), tali materiali non possono essere chiamati “cuoio”, ma devono rientrare nella definizione di “rigenerato di fibre di cuoio”.Si tratta di materiali che contengono almeno il 50% in peso di fibre di pelle secca.


Tutte queste informazioni devono essere riportate per legge sull'etichetta che indica la composizione del prodotto.


Leggere con attenzione l'etichetta è dunque la prima cosa da fare, senza farsi abbindolare da marketing e pubblicità.


E se l'etichetta non c'è?

L’etichetta può però non essere sempre presente, specialmente nel caso di prodotti realizzati a mano in contesti hobbistici o di piccole realtà artigianali. 


In questi casi, come possiamo tutelarci dalle truffe ed essere sicuri che l'oggetto che stiamo acquistando sia stato realizzato in vero cuoio?


Ci sono vari test da fare, purtroppo alcuni possono essere effettuati solo dopo eventuale acquisto, ma almeno eviteremo di fidarci nuovamente dello stesso venditore.


1.      Controllo del retro (lato carne)

La finta pelle solitamente simula il fiore della pelle, ovvero la parte superiore, tralasciando la parte posteriore che nella vera pelle viene chiamato “lato carne” essendo di fatto il lato “interno” dell’animale. Nella finta pelle troveremo uno strato sintetico, una fibra tessile, utilizzato come base per lo strato di plastica che simula il fiore.


Fibra tessile nella "finta pelle"
Fibra tessile nella "finta pelle"
Lato carne nella vera pelle
Lato carne nella vera pelle

Negli oggetti finiti tale lato potrebbe risultare poco accessibile, spesso ricoperto con altri tessuti, e rivestimenti. Quindi difficilmente esaminabile. Se tuttavia vi volete rendere conto di queste differenze, potete provare a tagliare o scucire magari una vecchia borsa che sapete essere in finta pelle.


Attenzione: molto spesso gli oggetti di pelle moderni utilizzano pelli molto sottili quasi del tutto “scarnite” quindi private del lato carne, conservando solo lo strato superficiale “fiore”. In questi oggetti c'è un largo uso di materiali di rinforzo anche sintetici come microfibre, tele, adesive, cartoni, per dare comunque struttura all’oggetto. Tali articoli, seppur qualitativamente inferiori, sono comunque classificati come articoli in vera pelle. Quindi, va fatto un esame attento per capire la struttura e distinguere, appunto, pelle finta da pelle con rinforzi.

 

Esiste inoltre un rovescio della medaglia in questa categoria, ovvero il caso in cui l’oggetto sia realizzato utilizzando pelle o cuoio privato invece dello strato superficiale (con cui verranno realizzati gli oggetti rinforzati di cui sopra vi ho parlato) e su tale “crosta” vengano applicati rivestimenti plastificati che simulano il fiore della pelle. 

Chiaramente la parte di “valore” è la parte superficiale, quindi oggetti realizzati in questo modo presentano una qualità inferiore. 

In questo caso la situazione è ancora più subdola perché il “lato carne” è preservato, ad essere sintetico è il lato superiore, quello difficilmente distinguibile. Ricordiamo che la definizione di "vera pelle" può essere applicata solo se tale strato non supera il 0.15 mm di spessore, altrimenti si deve parlare di “pelle rivestita”.


2.      Segni di usura

Un altro metodo è vedere come si usura l'oggetto. Anche in questo caso si tratta di una verifica “a posteriori” rispetto ad un eventuale acquisto, ma sicuramente vi farà comprendere bene uno dei tanti motivi per cui scegliere un oggetto in vero cuoio seppur più costoso, risulta essere una scelta economicamente molto più vantaggiosa nel lungo termine. 

Nella finta pelle lo strato di plastica si consuma rapidamente, rivelando il tessuto di base, sfogliandosi e sgretolandosi (e questo anche se l’oggetto non viene utilizzato, semplicemente col passare del tempo.)

La pelle vera invece “si consuma” in tutt'altro modo a seconda anche del tipo di concia. 

Non perde la sua struttura, non si sfalda, non si deteriora, può risultare consunta nei punti di pressione, perdendo un po' di colorazione, o lisciandosi.

Se poi abbiamo a che fare con cuoio conciato al vegetale con superficie non trattata, allora avviene la “magia”:


col passare del tempo e con l’uso quotidiano, esso assorbe la luce, l’umidità, gli oli naturali della pelle umana. Questo incontro continuo tra materia e vita quotidiana produce un cambiamento graduale nel colore e nella texture, che diventa più profondo, caldo e tridimensionale, portando alla formazione della cosiddetta “patina” una delle caratteristiche più apprezzate dagli intenditori di oggetti in pelle naturale, a cui trovi un articolo dedicato proprio QUI.


3.      Irregolarità e difetti naturali

Un altro modo per distinguere la vera pelle è osservarne attentamente la superficie, la vera pelle presenterà delle piccole imperfezioni: rughette, pori, segni di insetti.

Una superficie troppo perfetta può indicare un materiale sintetico. 

Tuttavia, la pelletteria moderna, e in particolare del cosiddetto “lusso”, tende a snaturare questa caratteristica, trattando spesso le superfici delle pelli per renderle pressoché perfette, pur rinunciando alla caratteristica principale che dona unicità agli oggetti in vera pelle: nessun animale ha una pelle identica ad un altro!


Quindi, distinguere un cuoio conciato al vegetale, lasciato nel suo colore naturale e con tutte le caratteristiche originarie ben visibili, da una pelle sintetica è relativamente semplice. 

La questione si complica invece con le pelli trattate, che possono risultare molto più simili ai materiali artificiali. 

Un’osservazione visiva basata su irregolarità della texture, piccole rughe, segni di insetti o altre imperfezioni può essere comunque utile: la presenza di questi dettagli è sicuramente indice di pelle vera. 


4.      Odore

Un altro esame praticabile è quello dell'odore. La pelle finta è inodore o emana un odore sintetico, come di gomma. 


La pelle vera invece ha un odore caratteristico, impossibile da spiegare a parole, ma sicuramente tutti avrete presente di cosa sto parlando: è un odore leggermente forte, un po' “selvaggio”. 

In ogni caso si tratta di un profumo inconfondibile e può essere un ottimo test.


Questi sono solo alcuni suggerimenti, distinguere vera pelle e finta pelle non è sempre immediato, soprattutto perché i materiali sintetici migliorano di anno in anno. Tuttavia, con qualche accorgimento è possibile districarsi nei meandri di questo mondo.

La cosa fondamentale è non lasciarsi ingannare: i materiali alternativi non sono “il male assoluto”, ma devono essere presentati per quello che sono!


Spero che questo articolo ti abbia dato degli spunti di riflessione! 

Per quanto riguarda MelCorium, utilizzo esclusivamente vero cuoio conciato al vegetale, e adesso hai gli strumenti per verificarlo tu stesso!


A presto!

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